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Cosa fare in vacanza nel Cilento

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Baia degli Infreschi

Numerose le grotte sommerse, tra le quali spicca la Grotta dell’Alabastro. Interessanti ritrovamenti dell’Uomo di Neanderthal presso la Grotta del Molare, custoditi nel Museo di Scario. Spiagge raggiungibili da Scario con un servizio di barche: Sciabica, Spiaggia dei Gabbiani, Spiagge gemelle, Vallone di Marcellino, fino a punta Escoletti l’area si affaccia nel golfo di Policastro. Il punto di maggior attrazione turistica dell’intera area è Porto Infreschi con la sua spiaggetta. La spiaggia più bella d’Italia è qui.

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Punta Licosa

L’ Isola di licosa si trova a nord del Cilento, il suo territorio è totalmente all’interno del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Nella parte meridionale del comune di Castellabate, fra le frazioni di San Marco e Ogliastro Marina.

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Palinuro

Sito non lontano dalle foci dei fiumi Lambro e Mingardo, Palinuro si estende sulla piccola penisola dell’omonimo promontorio, Capo Palinuro, rinomato per la bellezza paesaggistica, le sue emergenze naturalistiche e per la presenza di grotte sia emerse, comodamente visitabili con una barca, che sottomarine, per le quali occorre essere esperti per le immersioni.

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Templi di Paestum

La città è stata abitata fin dall’epoca preistorica. Ad oriente della Basilica, nell’area prospiciente l’ingresso, si sono rinvenuti manufatti databili dall’età paleolitica fino all’età del bronzo; a sud di essa, verso Porta Giustizia, sono stati scoperti i resti di capanne, a testimonianza dell’esistenza di un abitato preistorico. Nell’area del Tempio di Cerere, e tra questo e Porta Aurea, si sono trovate attestazioni archeologiche che documentano uno stanziamento di età neolitica. In effetti sia la Basilica che il Tempio di Cerere si trovano su due lievi alture (probabilmente in epoca preistorica più accentuate), per cui si può immaginare che esse fossero occupate da due villaggi, separati da un piccolo torrente che scorreva dove oggi si trova il Foro[4]. Forse in epoca eneolitica le due alture furono abitate dalla popolazione di origine egeo-anatolica appartenente alla facies della Civiltà del Gaudo, che poi scelse come luogo privilegiato per le sue sepolture la località Gaudo, situata a 1,4 chilometri a nord di Paestum.